Vista 1. MONASTERACE, nave protesa con la prua verso l'oriente, da dove oltre duemila anni fa arrivarono i grandi colonizzatori della sua spiaggia, il suo nome deriva dal greco " Monasterākion" (piccolo monastero) e la sua storia abbraccia uella di Caulonia antica con sito a punta Stilo (Monasterace Marina) e successivamente quella Monasterace Centro.
Numerosi sono i reperti archeologici che attestano il sito della cittā magnogreca Caulonia e la storia di questa importante cittā riportata (con quella di Locri) all'inizio del testo nei brevi cenni storici. Di questa cittā molto č conservato in un'ala del museo della Magna Grecia di Reggio Cal. e quanto prima avrā anch'essa il suo antiquarium. Sulla sua spiaggia esiste il basamento di quello che nel V sec. a.c. doveva essere lo splendido tempio dorico dedicato a Giove con la sua pianta composta da 14 colonne doriche nei lati lunghi e da 6 nei lati corti. La facciata, con colonne, Vista 1. capitelli, trabeazione e fregi, appariva tra mare e terra al navigante come qualcosa di irreale. L'Orsi, per altro scopritore dell'antica Caulonia, suppone che le tegole di copertura fossero di marmo pario e tutto il resto in arenaria.
I resti rilevabili sono in blocchi calcarei megalitici con vasta gradinata di accesso con ara sacrificale sull'estremo limite della battigia. Oltre al culto di Giove, alcuni studiosi ipotizzano che il tempio serviva quale luogo di riunione dei Greci di Locri e di Crotone, sempre pronti allo scontro armanto, per appianare i loro problemi. Il tempio, quasi con certezza, con altri edifici faceva parte di un'area sacra e la sua struttura era simile al Partenone di Atene.
Dal X sec. in poi l'abitato si trasferisce all'interno su un colle fortificato e la sua storia entra nel mondo medievale. Il castello, edificato dai Bizantini nel 1038, circondato da mura e torri , č il perno di tutta la cittadina. Nel 1113 i cavalieri di Malta se ne impadroniscono e fanno una base per le milizie che vanno a combattere gli infedeli. I Caracciolo intorno al 1400 diventano i padroni e dopo tanti passaggi e varie famiglie nobiliari, unici proprietari restano gli Abbenantio fino al 1806, anno di abolizione del fedualesimo.
La cittadina, contornata da mura con torri angolari cilindriche a coronamento merlato a due porte, mantiene ancora un suo fascino anche se appannato da costruzioni abusive.

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