Alta, un pò ambiziosa,
STILO, sta poggiata nel ventre del
Consolino, fiera dei suoi secoli di citta privilegiata.
L'archeologo Paolo Orsi così si espresse: " Terrasanta del basilianesimo e
del bizantinismo".
Il suo nome deriva forse dal greco "Stylos" (colonna) o da Stlida,
come scrive Plinio, per indicare la romana Caulonia. Edwar Lear
nel "Diario di un viaggio a piedi" (1847) così la descive: "...c'èra
luce abbastanza da intravedere il generale aspetto che prometteva di
essere molto pittoresco; situata proprio sotto precipizi perpendicolari,
e costruita sopra una specie di terrazza ad anfiteatro, le rocce
sorgevano ad ogni estremità con le pittoresche chiese e conventi,
...sembra a noi che ci sia più evidenza di pulizia e manutenzione
nelle strade che in nessun altro posto della Calabria da dove siamo
passati, e cèra un'aria che dava una sensazione ordinata e nitida
più di ogni altro posto visitato finora in Italia, che ci ha sorpresi,
essendo Stilo così remota dalla capitale".
Stilo affonda le sue radici storiche nei primi secoli d.c. e forse
ancora prima, visti i recenti ritrovamenti archeologici (zona locu e
zona Pilatello, necropoli e forse impianto abitativo ellenico). Esistono
anche grotte e anfratti che dimostrano segni di vita rupestre.
Di certo l'insediamento più massiccio avviene intorno al VII sec.d.c.
allorquando il decadimento e la distruzione dell'antica Caulonia (attuale
Monasterace) spinge i Cauloniesi a trovare rifugio in questo sito. La
popolazione aumenta all'arrivo degli anacoreti bizantini che si insediano
sul monte Consolino e Stella. I Bizantini danno subito una propria
impronta costruendo lo splendido gioiello che è la Cattolica (luogo
di preghiera e di ritrovo degli anacoreti), tempietto a pianta quadrata
con tre absidi e cinque cupolette. I Bizantini, oltre alla Cattolica,
costruiscono la chiesetta di S. Nicola da Tolentino, la chiesetta nel
soccorpo del Duomo e cintano la cittadina di mura e porte. Nel 982,
allendosi per la prima volta agli Arabi, si difendono da Ottone II
costrigendolo alla fuga via mare.
I Normanni nel 1072 entrano fra le mure di Stilo e lasciano un loro
segno costruendo il Duomo con un incomparabile portale gotico e un
magnifico castello sulla cima del Consolino (con una veduta splendida).
Sotto i Normanni Stilo diviene regio Demanio " L'autonomia municipale di
Stilo risale all'epoca normanna: una particolare autonomia, come ho detto,
che la metteva alla diretta dipendenza del sovrano", così si esprime il
Cunsolo, e tale privilegio lo mantiene ancora sotto gli svevi, angioini e
aragonesi. Carlo V, nel 1540, tenta di vendere Stilo alla rapace famiglia
Conclubet. Scrive lo storico G. Crea: " sempre stretto da rinascenti
bisogni fu poi Carlo nella necessità di mettere in vendita le terre e i
castelli demaniali.... per difendere il dominio d'Italia dalle incursioni
dei Turchi,... il vicerè Don Pedro Toledo vendè alla contea (intendi Stilo)
la giurisdizione indicata nel prezzo di 1258 ,scudi". La città si ribella e
paga tale somma per riottenere la libertà. Filippo III, che succede al trono
di Spagna a Carlo V, nel 1575 restituisce Demanio e contea all'Università di Stilo.
In questo periodo Stilo dà i natali a due grandi: il pittore Francesco Cozza
e l'insigne filosofo T. Campanella. Quest'ultimo visse la sua gioventù monacale
nel convento di S. Domenico dove scrisse la tragedia " Maria Regina di Scozia",
la Monarchia di Sp" ed ideò la "Cttà del Sole" (che strutturalmente è la
rappresentazione dell'abitato di Stilo) e nella sua vita, martoriata dall'
inquisizione, scrisse libri per 40.000 pagine. La leggenda lo vuole pure
ideatore della Cupola della chiesa di S.Domenico, dove presei voti di frate
domenicano.
Anche i Borboni, che si insediano al potere nel 1734, lasciano alla cittadina
un loro splendido ricordo: "La Ferdinandea", complesso edilizio
storico-industriale di esemplare bellezza.
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