LOCRI EPIZEFIRI
è una delle poleis più compiutamente conosciute e
documentate della Magna Grecia. Molti aspetti delle vita e della cultura di Locri
Epizefiri presentano caratteristiche assolutamente peculiari, rispetto agli altri centri
greci dell'Italia Meridionale e della Sicilia.
Le notizie degli storici antichi e i dati archeologici forniscono un
quadro assai ricco dei rapporti tra i coloni greci e le popolazioni locali, prima e dopo
la fondazione di Locri Epizefiri.
Del grosso insediamento indigeno fiorito nel IX e VIII sec. a. C. sull'altipiano di
Janchina, immediatamente alle spalle del sito della città greca, conosciamo soprattutto
le necropoli. I corredi funerari hanno restituito - oltre a ceramiche di impasto
grossolano, armi e ornamenti tipici dell'età del Ferro in Calabria - anche alcuni vasi
prodotti con tecniche o con decorazioni dipinte di stile geometrico, chiaramente derivate
dalle contemporanee ceramiche prodotte in Grecia.
Gli indigeni di Janchina avevano quindi avviato rapporti pacifici con i navigatori greci
che intorno al 730-710 a.C. percorrevano i mari dell'Italia meridionale.
Questa fase di pacifici rapporti prevalentemente commerciali tra Greci e indigeni fu
interrotta dall'arrivo dei Locresi, i quali a differenza degli Eubei, intendevano
stabilirsi in massa, impadronendosi del territorio per sfruttarne pienamente le risorse
agricole, ponendosi quindi in alternativa radicale con il sistema di vita delle
popolazioni preesistenti.
In effetti, ben presto i coloni si accorsero che la zona che la zona di Capo Zefirio era
meno fertile di quella prossima alle alture di Janchina ( circa 20 km più a nord ) e dopo
qualche anno, ricevuti i probabili rinforzi, assalirano e distrussero l'insediamento
indigeno stabilendosi in forma definitiva nella sottostante piana costiera.![]()
All right reserved
©1998 EPIZEFIRI snc