europa.jpg (4553 byte) LOCRI EPIZEFIRI è una delle poleis più compiutamente conosciute e documentate della Magna Grecia. Molti aspetti delle vita e della cultura di Locri Epizefiri presentano caratteristiche assolutamente peculiari, rispetto agli altri centri greci dell'Italia Meridionale e della Sicilia.
La mancata sovrapposizione di un abitato medievale o moderno all'area urbana antica consente di fruire e visitare gli scavi in un quadro ambientale quasi integralmente agricolo e di cogliere agevolmente quanto la conformazione fisica del terreno abbia condizionato l'organizzazione dell'insediamento.
Fondata da coloni greci della Locride tra VIII e VII sec. a.C. su una pianura lungo la costa dello Jonio, la splendida colonia di Locri Epizefiri  fu una delle protagoniste dell'inquieta vita politica e artistica della Magna Grecia ma sopravvisse per tutto il periodo romano e tardoantico, fino a che le incursioni arabe e la malaria non ne decretarono l'abbandono.
Cartine colonie Le notizie degli storici antichi e i dati archeologici forniscono un quadro assai ricco dei rapporti tra i coloni greci e le popolazioni locali, prima e dopo la fondazione di Locri Epizefiri.
Elmo ferreo Del grosso insediamento indigeno fiorito nel IX e VIII sec. a. C. sull'altipiano di Janchina, immediatamente alle spalle del sito della città greca, conosciamo soprattutto le necropoli. I corredi funerari hanno restituito - oltre a ceramiche di impasto grossolano, armi e ornamenti tipici dell'età del Ferro in Calabria - anche alcuni vasi prodotti con tecniche o con decorazioni dipinte di stile geometrico, chiaramente derivate dalle contemporanee ceramiche prodotte in Grecia. Gli indigeni di Janchina avevano quindi avviato rapporti pacifici con i navigatori greci che intorno al 730-710 a.C. percorrevano i mari dell'Italia meridionale.
Lo stile di queste ceramiche indica che si trattava di greci dell'isola di Eubea, che in quegli anni avevano fondato le prime colonie nella Sicilia orientale e a Reggio.

eolie.gif (24485 byte) Questa fase di pacifici rapporti prevalentemente commerciali tra Greci e indigeni fu interrotta dall'arrivo dei Locresi, i quali a differenza degli Eubei, intendevano stabilirsi in massa, impadronendosi del territorio per sfruttarne pienamente le risorse agricole, ponendosi quindi in alternativa radicale con il sistema di vita delle popolazioni preesistenti.
I Locresi sbarcarono e si stabilirono in un primo tempo presso il Capo Zefirio (oggi Capo Bruzzano), un alto promontorio che protegge dal vento dell' Ovest. lo zefiro appunto, un'insenatura che facilitava l'approdo. Dal nome del promontorio, i coloni furono detti "Epizefirii", cioè "insediati presso il Capo Zefirio".
Secondo gli storici antichi, i Locresi, presumibilmente poco numerosi, dapprima giurarono solenni accordi di pacifica convivenza con gli indigeni "finchè calcheremo la stessa terra e avremo la testa sulle spalle", secondo la tradizione ma con il fraudolento stratagemma di riempire i calzari di sabbia e di nascondere sotto i mantelli delle teste d'aglio; poi, tolta la sabbia e l'aglio, si ritennero liberi dai giuramenti, senza pericolo di offendere gli dei chiamati a testimoni dei patti.
Capo bruzzano In effetti, ben presto i coloni si accorsero che la zona che la zona di Capo Zefirio era meno fertile di quella prossima alle alture di Janchina ( circa 20 km più a nord ) e dopo qualche anno, ricevuti i probabili rinforzi, assalirano e distrussero l'insediamento indigeno stabilendosi in forma definitiva nella sottostante piana costiera.
Gli storici antichi forniscono due differenti cronologie della fondazione di Locri Epizefiri: Eusebio di Cesarea indica il 673 a.C. mentre secondo Strabone essa seguì di poco quella di Siracusa (733 a.C.) e di Crotone ( 710 a.C.), quindi intorno alla fine dell' VIII sec. a.C.

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