Tempio Marasa' (scavi) IL TEMPIO JONICO DI MARASA', detto tempio dei Dioscuri, è posto alle spalle dell'Antiquarium e presso una porta urbica difesa da un grande torrione a pianta ellittica, è l'unico tempio Jonico della Magna Grecia.
Come di consueto è costituito da una vasta area scoperta e consacrata "temenos" ben delimitata per segnare la separazione dagli spazi non sacri. L'elemento essenziale per il culto era l'altare, con piattaforma allungata e posta all'aperto, intorno si disponevano i fedeli che partecipavano al sacrificio.
La cerimonia era costituita dall'uccisione rituale di un animale, le cui carni venivano arrostite dal fuoco acceso sull'altare e distribuite tra i fedeli che se ne cibavano, mentre le parti non commestibili venivano bruciate, in modo che il fumo giungesse simbolicamente agli dei, che in tal modo partecipavano insieme con uomini al banchetto rituale; questo simbolico "pranzo comune" rinsaldava i legami tra le divinità e i fedeli.
A Marasà è ben corsevato l'altare del V sec. a.C., lungo 13 m. e dotato di gradini di accesso sul lato rivolto verso il tempio. Al centro dello scavo si osservano le strutture sovrapposte relative a due templi successivi: l'edificio più antico del VI sec. a.C. fu intenzionalmente demolito nel V sec. a.C. per essere sostituito da un tempio più grande e ricco, decorato da colonne di stile ionico, il che lo rende unico come genere, in quanto tale ordine è rarissimo sia in Magna Grecia che in Sicilia.
Dioscuro della decorazione acroteriale (scavi) Dell'edificio più recente rimaneva ancora nel secolo scorso l'intero basamento in grandi blocchi di calcare, i quali furono in gran parte asportati, per utilizzarli negli edifici della moderna Locri; tali prelievi, peraltro, permisero a Paolo Orsi nel 1889, di mettere in luce le strutture sottostanti del precedente tempio del VI sec. a.C.
Dell'elevato del tempio rimane solo la base e il rocchio inferiore di una colonna di ordine jonico e altri frammenti di capitelli. Le colonne erano alte quasi 12 m. e l'edificio aveva quindi uno slancio verticale del tutto diverso dai tempi dorici. Presso il tempio furono recuperati anche due eccezionali gruppi equestri marmorei che rappresentano i Dioscuri mentre scendono dai loro cavalli sorretti da una divinità marina. Ciò attesta il culto celebrato, in loro favore, per il mitico aiuto apportato in favore dei Locresi nella vittoriosa battaglia della Sagra contro la città rivale di Crotone. Altre operazioni di scavo hanno consentito la scoperta di una statua marmorea alata, che riproduce Nike, e numerosi elementi decorativi.
Il tempio di Marasà non si sa a quale divinità fosse dedicato e gli studiosi sono discordi tra i Dioscuri, Zeus, Persefone e Afrodite. Alcuni studiosi tuttavia hanno proposto recentemente che si tratti di Afrodite, ipotizzando che appartenesse in origine proprio a questo Santuario la celebre scultura in marmo detta "Trono Ludovisi", che rappresenta scene relative al mito e al culto della dea, ed è conservata nel Museo Nazionale Romano.
Misure delle celle m. 22,50x8,15 - Pronao m. 44,10x4,15.

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